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Capitolo 1 INTRODUZIONE

Facebook

Non credo serva un’introduzione a Facebook, avrai già letto statistiche come queste:

  • Quasi 2 MILIARDI di utenti attivi (600 milioni su Instagram)
  • 1,2 MILIARDI che si collegano ogni giorno
  • 5 nuovi profili creati ogni secondo
  • 65 milioni di aziende che lo usano per promuovere i loro prodotti e servizi
  • La lista continua…

Cosa significano questi numeri per te?

Facebook rappresenta un enorme mercato globale in continua espansione e uno dei modi più potenti per commercializzare il tuo business oggi.

La Pubblicità su Facebook e Instagram

Parlando di marketing su Facebook, facciamo una piccola review dell’intero processo.

L’obiettivo di Facebook è quello di mettere i contenuti giusti davanti alle persone giuste. Nel marketing questo si traduce nel mettere annunci rilevanti di fronte alle persone giuste, a seconda dei loro interessi e delle loro azioni. Facebook ci riesce molto bene.

Dal lato degli inserzionisti, Facebook ci aiuta a identificare un obiettivo pubblicitario, a scegliere un target sulla base di decine di parametri e a creare tante tipologie di annunci pubblicitari.

Scelta obiettivo Facebook Ads

Per esempio, se si è interessati a ricevere più visite ad una pagina specifica del sito web, attraverso l’obiettivo “Traffico” Facebook farà visualizzare la pubblicità alle persone che sono più propense a cliccare sul link per visitare il sito web.

Oppure, se si è interessati ad aumentare le vendite di un prodotto con la pubblicità, attraverso l’obiettivo “Conversioni” Facebook mostrerà la pubblicità alle persone che solitamente acquistano online.

Inoltre, poiché Facebook ha acquisito Instagram, è possibile utilizzare la piattaforma di Facebook Ads anche nell’applicazione Instagram. Questo significa che più o meno tutti gli obiettivi e annunci creati per Facebook possono essere usati anche su Instagram, estendendo così le possibilità del targeting e del retargeting su un altro network.

Questo ci permette di trovare l’utente target in un nuovo segmento, al di fuori di Facebook.

Identificare un Target

Uno dei motivi per cui il Facebook Marketing è così efficace è il livello di dettaglio nella scelta del pubblico target a cui verrà mostrata la pubblicità.

Ad esempio, Facebook permette di selezionare il target con parametri come:

  • Età
  • Sesso
  • Lingua
  • Posizione geografica
  • Connessioni (pagine, applicazioni, eventi)
  • Dati demografici
  • Comportamenti online
  • Interessi
  • E molto più…

Come puoi immaginare, è possibile scendere molto nel dettaglio. Ipotizzando di voler trovare donne sposate, di 55+ anni, che vivono a Melbourne, Australia, e che sono interessate al giardinaggio, potremmo trovarle in pochi passi (per curiosità, sono circa 5600).

Scelta target con Facebook Ads

Questo è chiaramente solo un esempio e non so cosa vorresti vendere a quel target, ma non è fantastico avere questa possibilità?

Bene, abbiamo appena parlato di target di un pubblico; è arrivato il momento di cominciare a parlare dell’argomento di questa guida: il: Facebook Retargeting.

Il Retargeting è, in breve, un metodo avanzato per trovare il pubblico. Una strategia che ti permette di raggiungere persone che ti conoscono già, per convincerle ad eseguire un’azione (contattarti, acquistare, visitare il sito, eccetera); una potente tattica di digital marketing che poche aziende sanno far bene, e molte altre aziende non stanno sfruttando affatto.

Sulla Promozione Online

Il mondo delle promozioni online è esploso negli ultimi anni. I processi sono via via più facili, la portata è maggiore, e i rendimenti sono più elevati. In pratica, chi non h cominciato a promuovere il business online ha un Marketing fermo all’età della pietra. Infatti…

La spesa nel digital marketing continua a crescere di anno in anno,
mentre i budget per la pubblicità tradizionale (offline) continuano a calare. (The CMO Survey)

Un esempio?

Si stima che nel 2017 il settore del retail
batterà i record con una spesa pubblicitaria digitale
di quasi 17 miliardi di dollari. (emarketer.com)

Tuttavia, poiché così tante aziende si stanno affacciando alla promozione on-line, la tua strategia di online marketing deve continuamente evolversi per rimanere davanti agli altri e mantenere un livello accettabile di efficienza ed efficacia.

Fine introduzioni. Passiamo all’argomento del giorno: il Retargeting su Facebook.

Capitolo 2 RETARGETING
o REMARKETING

Cos’è e come funziona?

Il Retargeting (chiamato anche remarketing) è un concetto abbastanza semplice: significa raggiungere le persone che hanno visitato il tuo sito web.

È una cosa che ti capita decine di volte ogni volta navighi sul web. Hai mai visitato un sito, sfogliato le sue pagine per un po’ per poi andare via su un altro sito e vedere la pubblicità del primo sito che ti segue (ad esempio accade con Amazon o Ebay) per giorni o settimane?

Questo è il retargeting. Un re-target o re-marketing delle persone che ci conoscono già.

In questa guida ci riferiamo esclusivamente al retargeting su Facebook/Instagram, la tecnica è pressoché la stessa anche per altri canali (ad esempio è possibile fare retargeting con Google Adwords e su Twitter).

È possibile far vedere messaggi pubblicitari alla persone che hanno visitato il tuo sito web inserendo sulle pagine di quest’ultimo un codice javascript. Questo codice viene chiamato Pixel, e ogni volta che viene caricato (o, per dirlo in inglese, ogni volta che abbiamo un pixel fire) comunica a Facebook l’azione che l’utente ha appena eseguito sul sito.

A seconda delle impostazioni incluse nelle campagne Facebook determina se mostrare o meno la pubblicità al visitatore che ha appena lasciato il sito. Ne parleremo nello specifico più avanti.

Molte aziende oggi hanno inserito il Pixel di Facebook all’interno del codice, così da tracciare le azioni dei visitatori. Usano queste informazioni per mostrare pubblicità rilevanti a quelle stesse persone, così da spingerle a tornare sul sito e completare quello in cui erano interessati (ad esempio, l’acquisto di un prodotto).

Facebook, Twitter, Google, tutti hanno i loro pixel che possono essere usati in modi diversi ma per raggiungere infine le stesse persone. Tuttavia, trovo che il Pixel di Facebook sia lo strumento più avanzato ed efficace per raggiungere gli utenti e portarli ad eseguire azioni specifiche.

Capitolo 3 FACEBOOK RETARGETING

Ora che hai capito cos’è, capiamo perché è un componente essenziale di ogni strategia di Facebook Marketing.

Perché è importante? La storia del Facebook Retargeting

Il retargeting su Facebook è importante per una semplice ragione: la sua efficacia.

Sebbene solitamente anche il targeting tradizionale produce buoni risultati, il retargeting aumenta drasticamente l’efficacia della pubblicità.

La maggior parte delle aziende spendono ingenti budget di marketing per persone che non le conoscono. Il problema è che vedono solo la metà del quadro. L’assegnazione di una parte di quel budget al retargeting porterebbe maggiori conversioni, vendite e farebbe spiccare il ROI (ritorno dell’investimento).

Vediamo tutto ciò più da vicino…

Supponiamo che hai visto un’inserzione di un negozio online di pigiami. L’annuncio ti ha incuriosito e hai deciso di cliccare e visitare il sito. Sfogli qualche pagina e trovi un paio di pantaloni che il sito proclama come “i più confortevoli al mondo”.

Ti piacciono, ma sei alla fine della pausa pranzo e devi andar via prima di completare l’acquisto. Nessun problema, in fondo non ti servivano quei pantaloni e ci sono altre cose più importanti al momento.

Quanto tempo passerà prima che quei pantaloni vadano via dalla testa e vengano rimpiazzati da qualcos’altro? Un giorno? Un ora? Pochi minuti? Molto probabilmente li avrai dimenticati entro fine giornata.

Ora immagina di tornare online il giorno dopo e vedere una pubblicità di quel preciso modello di pantaloni. Pare siano molto popolari, ti seguono ed è un segno che devono essere tuoi. Torni sul sito, cominci la procedura di checkout, ma…

Dopo aver visto il totale con spese di spedizione, decidi che costano un po’ troppo. Meglio rimandare l’acquisto.

Il giorno successivo, ripensandoci, sei fiero della scelta; ma dopo qualche sito visitato online…

Eccoli! I pantaloni sono tornati!

Questa volta però nell’annuncio pubblicitario noti qualcosa: un codice sconto “SOLO PER TE” e valido solo per qualche ora.

Wow!

È difficile non approfittare dell’occasione. Procedi quindi nell’acquisto, felice e soddisfatto.

Quella che hai appena letto è la storia del retargeting. Una storia che si ripete ogni giorno per milioni di persone.

Altri motivi per amare il Retargeting

Ci sono tanti altri motivi per cui il retargeting è importante. Eccone alcuni veloci.

Secondo Wishpond:

  • 72% dei consumatori (in media) abbandona il carrello prima di completare l’acquisto.
  • Senza il retargeting meno dell’8% di questi torna a completarlo, con il retargeting la percentuale aumenta in media al 26%.
  • Le persone che tornano sul sito web hanno una probabilità di acquistare 70 volte maggiore rispetto a chi non ci conosce
  • Il tasso di clic (CTR) per le inserzioni con retargeting è di 10 volte maggiore.
  • Il 60% circa dei consumatori online afferma di aver visto inserzioni specifiche sui prodotti che ha navigato online, dopo aver visitato un sito.
  • Il 46% degli esperti di Search Engine Marketing pensa che il retargeting è ad oggi la tecnologia meno utilizzata.

È chiaro, il retargeting funziona, soprattutto se utilizzato al fianco di altre pubblicità più o meno tradizionali.

Differenze tra il Retargeting ed altri Target

Ci sono alcune differenze fondamentali tra il traffico da una campagna di retargeting e altri target disponibili quando la pubblicità su Facebook. Differenze che rientrano sotto lo stesso concetto di base, la differenza tra traffico caldo (hot traffic) e traffico freddo (cold traffic).

Se non hai familiarità con il concetto, il traffico freddo è quello che ancora non sa nulla su di te e il tuo brand. Sono i visitatori che non sanno cosa fai o vendi, l’unica cosa che hanno visto di te è la pubblicità che li ha portati al tuo sito.

Il traffico caldo rappresenta una percentuale molto più bassa del traffico generato per la maggior parte dei siti web perché, per definizione, deve avere familiarità con il brand. Questo significa che le persone avranno avuto qualche esperienza con la tua azienda o con il tuo sito prima di fare una visita di ritorno.

Come avrai capito, il traffico caldo è un bene prezioso nel mondo del marketing digitale e il retargeting è uno dei modi più efficaci per generarlo.

Le principali differenza tra traffico caldo e traffico freddo sono le seguenti. Il traffico caldo:

Conosce la tua azienda

I visitatori caldi hanno familiarità con quello che hai da offrire, nel senso che hanno già valutato il valore del prodotto o servizio e l’hanno ritenuto degno di una rivisita.

Apprezza il tuo brand

Un visitatore che ritorna indica l’inizio di una relazione tra la tua azienda e un probabile consumatore. Se le tue capacità di monitoraggio sono abbastanza avanzate, avrai l’opportunità di massimizzare il loro valore.

Si fida del tuo brand

È risaputo che la gente compra da aziende di cui si fida. Una visita di ritorno indica fiducia e, ancora una volta, aumenta la possibilità di acquisto.

Capitolo 4 IL PIXEL DI FACEBOOK

Eccoci arrivati al Pixel.

Saremo per sempre indebitati con questo strumento favoloso che ci fornisce uno dei migliori modi per fare digital marketing, di sempre!

Il Pixel funziona (non solo) con i cookie, e i cookie di questo tipo vengono utilizzati da innumerevoli siti e social network; ma il Pixel di Facebook porta il retargeting ad un livello mai visto prima.

Nulla di tutto quello che leggerete in questa guida sarebbe possibile senza una semplice linea di codice javascript, vediamola subito scoprendo il suo funzionamento.

Cos’è e Come funziona il Pixel?

Il Pixel è un’immagine invisibile (di dimensioni 1×1, un pixel appunto) inserita all’interno delle pagine del sito web. Questa immagine viene aggiunta attraverso un codice javascript caricato su tutte le pagine del sito web in automatico. Questo codice ha la funzione di installare un piccolo file di testo chiamato cookie, che traccia la visita dell’utente Facebook sul sito web (maggiori informazioni sui cookie di Facebook sono disponibili su questa pagina).

Ogni account pubblicitario può creare uno o più Pixel unici, e connessi ai server di Facebook. Ogni volta che l’immagine connessa ad un pixel viene caricata, Facebook è in grado di monitorare quali pagine del sito sono state visualizzate.

Una delle cose più sorprendenti del pixel di Facebook è la sua capacità di trascendere un singolo dispositivo o indirizzo IP. Ogni volta che un utente accede a Facebook da un nuovo dispositivo o indirizzo IP, il sistema genera una firma che Facebook assegna a quell’utente; questo permette di tracciare con precisione i movimenti cross-device.

Sulla base delle informazioni fornite da ogni pagina che carica il pixel, Facebook può determinare quali azioni sono state svolte da ciascun utente ed è in grado di fornire una rappresentazione estremamente precisa delle abitudini visitatori del nostro sito.

A cosa serve il Pixel di Facebook?

Serve a tre cose fondamentalmente: a tracciare le persone sul sito web in modo da far vedere loro (o non far vedere loro) delle inserzioni su Facebook; ad ottimizzare le campagne verso azioni specifiche; a monitorare i risultati.

Queste tre funzionalità insieme creano la più grande arma messa a disposizione degli inserzionisti. Saper utilizzare bene queste funzioni offre oggi un grande vantaggio competitivo online a qualsiasi azienda di qualsiasi settore.

Su Facebook tutti gli inserzionisti hanno la possibilità di fare pubblicità su più piattaforme, su più dispositivi, in più posizioni. Tutto questo in un modo incredibilmente efficace per promuovere prodotti e servizi e raggiungere le persone giuste di volta in volta.

Come creare un Pixel di Facebook

Chiunque abbia un account Facebook può creare (se non l’ha già fatto) un account pubblicitario, e chiunque ha un account pubblicitario può creare un pixel. Ogni pixel è unico ma ogni account pubblicitario può crearne più di uno.

Per creare un pixel apri l’account pubblicitario personale o aziendale (visita business.facebook.com se fai uso di un business manager) e dal menu del gestione inserzioni vai alla voce Risorse -> Pixel.

Sezione Pixel Facebook Gestore Inserzioni

Nella successiva pagina clicca sul tasto centrale “Crea un pixel” e segui le istruzioni.

Creazione Pixel Facebook

Dopo aver scelto un nome (interno) ed accettato termini e condizioni potrai visualizzare il codice del pixel o inviarlo allo sviluppatore del sito web con le istruzioni per una corretta installazione.

Nome Pixel Facebook

Pixel Creato

Come e Dove inserire il Pixel sul Sito Web

Il Pixel va inserito su tutte le pagine del sito web, modificando il template del sito web o installando un plugin/integrazione della piattaforma con Facebook.

Con un clic sul tasto “Installa subito il pixel” potrai visualizzare delle istruzioni per installare il pixel da inserire sul sito web. Se non hai dimestichezza con codici ed hai paura di far danni al tuo sito, non preoccuparti. Puoi scegliere di inviare la mail allo sviluppatore che si occupa del tuo sito, oppure, se utilizzi una delle piattaforme comuni del web, segui le istruzioni.

Installazione Pixel Facebook

Se sei un utente esperto, e fai clic su “copia e incolla il codice” potrai vedere il codice del pixel, simile a quello visualizzato nell’immagine seguente. Questo codice è lo script javascript che inserisce automaticamente l’immagine di 1×1 pixel che comunica a Facebook la visualizzazione delle pagine dove esso è inserito (attraverso l’evento “Pageview”, di cui parleremo più avanti).

Codice javascript Pixel Facebook

Cliccando invece su “usa l’integrazione o uno strumento di gestione dei tag” verrai guidato da Facebook nell’installazione del pixel sulle seguenti piattaforme: Shopify, Magento, BigCommerce, Segmento, e ad una guida per l’integrazione con Google Tag Manager.

Integrazione Pixel con piattaforme

Qualunque sia la piattaforma utilizzata, puoi seguire una di queste guide, utilizzare Google Tag Manager, o inserire manualmente il codice del pixel (da te o attraverso l’aiuto di uno sviluppatore).

Su TrucchiFacebook ho anche pubblicato queste guide che potrebbero fare al caso tuo:

Come verificare il corretto funzionamento del Pixel

Una volta creato il pixel bisogna attivarlo, ovvero bisogna installarlo sul sito web e occorre verificarne il corretto funzionamento. Quando sul gestore inserzioni (alla precedente sezione Risorse->Pixel) vedrai il cerchio che da rosso passa a verde il pixel sarà pronto per essere usato nelle campagne pubblicitarie; questo avviene non appena il pixel viene caricato alla prima visita.

Nessuna attività PixelPixel attivo

Per verificare il corretto funzionamento Facebook ha messo a disposizione un’estensione gratuita di Google Chrome chiamata Facebook Pixel Helper che non appena installata permette di controllare il caricamento del (o dei) pixel su qualsiasi pagina web.

Facebook Pixel Helper

Facebook Pixel Helper permette di controllare il corretto funzionamento del pixel (e dei suoi eventi) quando una pagina viene caricata.

L’estensione va usata per verificare il caricamento del pixel sulle principali pagine del sito, così come le diverse azioni che vengono monitorate nelle pagine chiave (ne parleremo più avanti).

Se sono presenti degli errori di caricamento sarà possibile visualizzarli attraverso l’estensione stessa con una descrizione dell’errore e della soluzione.

Capitolo 5 IL MONITORAGGIO DELLE AZIONI

Il Pixel ha fondamentalmente una sola funzione: quella di monitorare le azioni degli utenti su un sito web. Queste azioni, chiamate comunemente conversioni, sono essenziali al corretto funzionamento del pixel e allo sfruttamento delle sue potenzialità.

In breve, sono azioni che avvengono sul tuo sito web. Il monitoraggio di tali azioni permette di affinare ancora di più il retargeting su Facebook.

Le azioni (o eventi, o conversioni) si dividono in standard e personalizzate. Quelle standard sono 9 e sono state predisposte da Facebook per il monitoraggio delle principali conversioni di un sito web (ad esempio: Acquisti, Lead, Registrazioni); quelle personalizzate sono invece scelte da noi.

È possibile capire il metodo in cui queste azioni vengono tracciate studiando il codice del pixel. Questo è formato da 2 parti: la prima parte è il Codice Base, codice che traccia l’evento di default (Pageview, ovvero la visualizzazione di pagina); la seconda parte è il Codice dell’Evento, e può essere inclusa o all’interno del codice standard (come nell’esempio mostrato nell’immagine seguente, con l’azione “AddToCart”, ovvero l’aggiunta di prodotti al carrello) o all’esterno.

Codice Pixel

Le Azioni (o Eventi) Standard

Le azioni standard sono state pensate da Facebook per tracciare le più comuni conversioni dei siti web. Sono valide potenzialmente per ogni tipologia di sito web.

Negli esempi seguenti faremo riferimento ad un e-Commerce, categoria di siti che più beneficia del monitoraggio delle azioni attraverso il pixel, a causa dei diversi passaggi necessari all’utente per andare da una prima visita fino all’acquisto.

Di seguito uno tabella che riassume i 9 eventi standard previsti da Facebook:

Nome

Descrizione

Codice azione

Visualizzazione contenuto

Monitora le visualizzazioni della pagina chiave (ad es. pagina del prodotto, pagina di destinazione o dell’articolo)

fbq(‘track’, ‘ViewContent’);

Cerca

Monitora le ricerche nel tuo sito Web (ad es. ricerche di prodotti)

fbq(‘track’, ‘Search’);

Aggiunta al carrello

Monitora quando gli articoli vengono aggiunti a un carrello (ad es. clic o pagina di destinazione sul pulsante Aggiungi al carrello)

fbq(‘track’, ‘AddToCart’);

Aggiunta alla lista dei desideri

Monitora quando gli articoli vengono aggiunti a una lista dei desideri (ad es. clic o pagina di destinazione sul pulsante Aggiungi alla lista dei desideri)

fbq(‘track’, ‘AddToWishlist’);

Inizio di acquisto

Monitora quando le persone avviano la procedura di acquisto (ad es. clic o pagina di destinazione sul pulsante di acquisto)

fbq(‘track’, ‘InitiateCheckout’);

Aggiunta delle informazioni di pagamento

Monitora quando vengono aggiunte le informazioni di pagamento alla procedura di acquisto (ad es. clic o pagina di destinazione sulle informazioni di fatturazione)

fbq(‘track’, ‘AddPaymentInfo’);

Completamento di un acquisto

Monitora gli acquisti o le procedure di acquisto completati (ad es. accesso alla schermata “Grazie” o alla pagina di conferma)

fbq(‘track’, ‘Purchase’, {value: ‘0.00’, currency:’EUR’});

Acquisizione di contatto

Monitora quando un utente esprime interesse per la tua offerta (ad es. invio di un modulo, iscrizione al periodo di prova, accesso nella pagina dei prezzi)

fbq(‘track’, ‘Lead’);

Iscrizione completata

Monitora quando un modulo di iscrizione viene completato (ad es. iscrizione completata, iscrizione a un servizio)

fbq(‘track’, ‘CompleteRegistration’);

Ogni azione può essere monitorata all’interno di una pagina chiave, o attraverso l’esecuzione di uno script (che può essere attivato per svariati motivi, il più comune è il click ad un tasto).

Per monitorare correttamente una delle azioni è necessario integrarla all’interno del codice. Ad esempio, se un eCommerce desidera monitorare gli acquisti effettuati, dovrà inserire un codice come questo all’interno della pagina di ringraziamento (la cosiddetta thank you page) caricata dall’utente subito dopo che l’acquisto è andato a buon fine.

In questo codice, la parte in rosso comunica a Facebook che è stato effettuato un acquisto con valore $0 (leggi più avanti sul tracciamento del valore delle conversioni).

esempio pixel facebook

Le Azioni (o Eventi) Personalizzate

Se hai la necessità di tracciare azioni al di fuori delle 9 standard predisposte da Facebook, puoi affidarti alle conversioni personalizzate.

Puoi creare i tuoi eventi da monitorare, semplicemente menzionandoli all’interno del codice.

Ad esempio, supponiamo tu voglia tracciare dei potenziali clienti quando visitano la pagina “Contattaci” del tuo sito. Puoi creare un evento personalizzato e chiamarlo cliente_potenziale. Per riuscirci basta aggiungere questo codice (successivamente al codice standard del pixel) all’interno della pagina:

<script>

fbq(‘track’, ‘cliente_potenziale’);

</script>

Questo ti consentirà di fare almeno 3 cose:

  • tracciare quante persone arrivate dalla pubblicità hanno visitato la pagina dei contatti;
  • far vedere loro una specifica pubblicità (o escluderle dal pubblico/target);
  • ottimizzare una campagna pubblicitaria per questa specifica azione.

Le Conversioni Standard e Personalizzate (oltre il Retargeting)

Lo scopo del pixel, oltre al retargeting, è quello di ottimizzare le campagne di Facebook Ads verso specifiche azioni. Questo vuol dire chiedere a Facebook di ottimizzare la pubblicazione delle inserzioni verso persone che sono più propense ad eseguire l’azione richiesta.

Poiché Facebook sa tutto di noi, ed ha uno storico delle nostre azioni in giro per il web, conosce chi di noi sarà più interessato agli acquisti ad esempio.

Se dunque creiamo una campagna che ha come obiettivo quello dell’aumento degli acquisti del nostro ipotetico e-commerce, il sistema in automatico ottimizza la pubblicazione della pubblicità verso quelle persone che sono più propense ad acquistare online. È possibile creare campagne di questo tipo utilizzando l’obiettivo “Conversioni” (qui una guida agli obiettivi), e ne parleremo più avanti (nel Capitolo 7).

Le conversioni si dividono in Standard (uguali alle 9 azioni descritte in precedenza) o personalizzate.

Le conversioni standard sono già create di default da Facebook. È possibile ottimizzare una campagna pubblicitaria verso una conversione standard, selezionandola alla creazione della campagna. Invece, per ottimizzare una campagna verso una conversione personalizzata occorre prima creare quest’ultima.

Come creare Conversioni Personalizzate

Le conversioni personalizzate permettono il monitoraggio e l’ottimizzazione delle campagne al di fuori delle 9 azioni standard. Possono essere create segui questi passaggi:

  • Vai alla sezione Conversioni Personalizzate (dal gestore inserzioni, alla voce Misurazione e report -> Conversioni personalizzate).
  • Clicca Crea una conversione personalizzata.
  • Seleziona la regola (URL o Evento).
    • La conversione può essere creata o a seconda dei parametri dell’URL, ad esempio possiamo dire che la conversione personalizzata “potenziale cliente” si verifica quando un utente visita la pagina /contatti del nostro sito. Conversione personalizzata
    • Oppure attraverso un evento personalizzato (ad esempio quello creato nell’esempio di prima). Conversione personalizzata con evento
  • Seleziona una categoria di conversione (la selezione di una categoria consente a Facebook di scoprire come ottimizzare la pubblicazione delle inserzioni per la conversione personalizzata che stai creando).
  • Vai avanti scegliendo un nome e un eventuale valore.
  • Clicca Crea.

Come tracciare il valore di una conversione e Calcolare il ROI

Il tracciamento del valore delle conversioni è molto importante per valutare l’andamento di campagne, gruppi di inserzioni e inserzioni, e, soprattutto, per calcolare il ritorno dell’investimento (ROI). Ad esempio, se spendi 100€ in pubblicità ti interesserà sapere quanti euro sono stati generati da ogni euro speso. È un concetto base del marketing, eppure oggi molte aziende non lo mettono in pratica (o non lo fanno nel modo corretto) di fatto regalando soldi a Facebook senza sapere che fine hanno fatto.

Il ROI ti permette di controllare costantemente quali campagne stanno andando come hai previsto (o meno), quali target stanno funzionando di più, e quali inserzioni hanno maggiore successo. In altre parole, ti aiuta a prendere decisioni basate sui risultati reali, o a capire quello che funziona meglio (è molto utile anche con gli A/B test).

Il Pixel di Facebook serve anche a questo. Ci consente di tracciare il valore di ciascuna conversione standard, direttamente dal codice.

Ad esempio, se nel nostro e-commerce vogliamo tracciare il valore degli acquisti, basterà inserire questi parametri nell’evento:

Pixel evento purchase

Il parametro “value” rappresenta il valore della conversione, e può essere generato dinamicamente; le comuni piattaforme di e-commerce come woocommerce, shopify, magento, prestashop, hanno plugin o funzionalità interne per far tutto questo automaticamente.

Il parametro “currency” rappresenta la valuta dell’importo (nel nostro caso potremmo inserire EUR).

Se il tuo sito non utilizza una delle comuni piattaforme, puoi sempre inviare questa pagina ad uno sviluppatore, con istruzioni dettagliate.

Visualizzare il valore delle conversioni nei report pubblicitari

Per visualizzare il valore delle conversioni bisogna imparare ad usare la funzionalità di report pubblicitari presente all’interno del gestore inserzioni.

Il valore può essere mostrato personalizzando le colonne visualizzate; segui i passaggi.

  • Dal gestore inserzioni, nel menu “Colonne” a destra scegli la voce “Personalizza colonne”. Personalizza colonne report Facebook
  • Si aprirà un popup che permette di personalizzare i dati visualizzati nei report. Le voci che ci riguardano le troviamo nella sezione “Conversioni” a sinistra. Qui possiamo ad esempio selezionare l’azione Acquisto (pixel di Facebook) che conteggia il numero di volte in cui il Pixel ha tracciato un acquisto; e la voce Conversioni di acquisto (pixel di Facebook) che traccia il valore totale delle azioni di acquisto. Scelta colonne report Facebook Ads
  • Clicca su Applica per apportare le modifiche ai report. Puoi anche scegliere di salvare le colonne selezionate come report predefinito in modo da non dover ripetere la procedura ogni volta.

Il nuovo report avrà sulla destra le colonne aggiunte.

Report personalizzato Facebook

In questo modo è possibile capire sia quali campagne, gruppi di inserzioni e inserzioni hanno generato più acquisti, sia soprattutto capire il valore di questi acquisti, così da calcolare il ROI.

La Corrispondenza Avanzata (Advanced Matching)

Tracciare le conversioni correttamente non è per nulla semplice. Via via che tablet e smartphone sono sempre più presenti nelle nostre vite, il passaggio tra questi dispositivi e il PC (desktop o laptop), un fenomeno chiamato cross-device, sta diventando sempre più comune. Un tempo molte delle operazioni venivano svolte solo con il computer; oggi usiamo cellulari e tablet per qualsiasi azione, dall’acquisto di un prodotto all’iscrizione a un servizio, o alla ricerca di nuove opportunità.

Inoltre, dispositivi come laptop e tablet sono spesso condivisi tra più utenti (ad esempio in famiglia) e una percentuale in netto aumento (almeno il 60% secondo recenti studi – State of Mobile Commerce di Criteo e Multi Device Usage Study di GFK commissionato da Facebook) utilizza più dispositivi ogni giorno.

cross-device Facebook

Con questi trend la sfida al corretto tracciamento delle conversioni è dura, e sebbene Facebook sia molto avanti rispetto ai concorrenti (che si basano solo sui cookie), utilizzando sistemi come il Multi-Touch Attribution, a volte è davvero difficile capire a quale utente attribuire una conversione (pensate ad esempio ad uno stesso computer utilizzato da più persone in famiglia).

Per questa ragione Facebook ha ideato una nuova potente funzionalità del pixel, chiamata Corrispondenza avanzata (Advanced Matching in inglese).

La funzione di corrispondenza avanzata (advanced matching) del Pixel di Facebook consente di inviare i dati degli utenti attraverso il pixel in modo che le azioni corrispondano agli utenti di Facebook. Invece di avere solo un file di cookie, possiamo informare Facebook dell’utente che ha eseguito le azioni, in modo che sia univocamente identificabile.

In pratica occorre comunicare dati aggiuntivi in modo dinamico attraverso il pixel, dati che aiutano ad ottimizzare le campagne ancora di più ed ottenere maggiori conversioni e pubblici di remarketing più ampi.

Questi dati aggiuntivi possono essere ad esempio il nome, il cognome, l’indirizzo email o il numero di telefono, dati raccolti solitamente dal sito web (ad esempio durante il checkout per gli e-commerce) e che consentono a Facebook di fare un match con i suoi utenti.

Per una guida tecnica e dettagliata sull’implementazione dell’advanced matching clicca qui.

Capitolo 6 IL PUBBLICO PERSONALIZZATO

Introduzione al Pubblico Personalizzato su Facebook

Adesso che hai capito cos’è il retargeting e ne hai imparato le sue potenzialità, è arrivato il momento di capire come passare dalla teoria alla pratica, introducendo l’arma più potente del Facebook marketing: il pubblico personalizzato.

Non vi è nulla di più importante del target in ogni campagna pubblicitaria, a poco conta tutto il resto se finiamo per mostrare le inserzioni alle persone sbagliate.

Un pubblico personalizzato è, in breve, un gruppo di persone che hanno avuto contatti con la tua azienda, che siano clienti esistenti o persone che hanno interagito su Facebook o altre piattaforme.

È un gruppo di persone che puoi scegliere come target a cui far vedere la pubblicità, a cui escludere la visualizzazione della pubblicità, o come base per la creazione di un altro pubblico.

È ad esempio possibile creare pubblici formati da:

Ogni pubblico personalizzato ha i suoi vantaggi a seconda degli obiettivi della campagna. Il retargeting, in teoria (nella sua prima definizione), altro non è che uno dei quattro pubblici personalizzati disponibili; in realtà, considerandolo come la tecnica di marketing che ci consente di raggiungere chi ci conosce già, abbraccia anche le altre tre tipologie di pubblico.

In questa guida ci focalizzeremo comunque solo sul retargeting da sito web, che presenta questi vantaggi:

  • È estremamente efficace
  • Non necessita di una lista di contatti per cominciare
  • Non necessita di un minimo numero di fan/interazioni

Quel che occorre è solamente un sito web e qualcuno che lo visiti. Bastano le visite per poter creare da subito uno o più pubblici personalizzati formati dai visitatori del sito web.

Come creare un pubblico personalizzato per visite sul sito web

Per creare un pubblico personalizzato occorre visitare l’area pubblico del gestore inserzioni. Dal menu dell’account pubblicitario, alla sezione risorse, clicca su “Pubblico”.

Pubblico Gestore Inserzioni Facebook

Dal tasto “crea pubblico” scegli “Pubblico personalizzato”.

Creazione pubblico personalizzato

Scegli infine il pubblico per “Visite sul sito web”.

Pubblico personalizzato da visite sul sito web

Da qui è possibile creare uno o più gruppi di pubblico a seconda delle azioni monitorate dal pixel. Facebook consente di creare 5 tipologie di pubblico da sito web:

  • Chiunque visiti il tuo sito web

Attraverso questa voce è possibile creare un gruppo formato da chiunque abbia visitato il sito web (da quando è stato inserito il pixel) da 1 a 180 giorni.

Facebook retargeting: chiunque visiti il sito web

NOTA: per ognuna delle opzioni è utile selezionare la casella “includi il traffico precedente del sito web”, in modo da includere nel pubblico da subito tutte le persone già tracciate in precedenza dal pixel, prima della creazione del pubblico.

 

  • Persone che visitano pagine web specifiche

A volte potresti non voler raggiungere tutti i visitatori di un sito web (immaginate i siti web con decine di migliaia di visite al giorno, o campagne dove è necessario trovare specifiche categorie di utenti).

Se desideri scegliere persone che hanno visitato pagine web specifiche (scegliendo specifici URL, parole chiave all’interno degli URL o espressioni standard) basta scegliere la seconda opzione.

Facebook retargeting: pagine web specifiche

In questo modo potrai includere nel pubblico solo persone che hanno visitato URL specifici o con parole chiave (ad esempio in un eCommerce di abbigliamento che ha negli URL le categorie dei prodotti, potrai velocemente trovare tutti gli utenti che hanno visitato la sezione scarpe).

  •  Persone che visitano pagine web specifiche ma non altre

È inoltre possibile scegliere di includere o escludere specifiche pagine. Questa impostazione è utile per escludere dal target persone che hanno già completato l’azione richiesta (ad esempio per un eCommerce e per una campagna di vendite, è importante escludere le persone che hanno già completato l’acquisto).

Facebook retargeting: pagine web specifiche ma non altre

  1. Persone che non tornano sul sito da un periodo di tempo

Un’ulteriore opzione permette di fare re-engagment del traffico, scegliendo come target persone che hanno fatto visita al sito ma che non sono poi tornate nell’arco di un certo numero di giorni (da 1 a 180).

Facebook retargeting: re-engagement

  • Combinazione personalizzata di inclusioni ed esclusioni

Infine è possibile sbizzarrirsi con inclusioni ed esclusioni multiple:

Facebook retargeting: combinazione personalizzata

La modalità avanzata (Numero di visite e Dispositivi)

Recentemente Facebook ha introdotto una nuova modalità avanzata nella creazione del pubblico personalizzato da sito web. Per attivarla scegli dal menu a tendina “Visite sul sito web” la voce “Combinazione personalizzata” e attiva lo switch su “Modalità avanzata” (vedi immagine seguente).

Questa modalità aggiunge nuovi parametri per lo strumento di creazione pubblico personalizzato: uno di questi è la frequenza. È possibile specificare il numero minimo o massimo di pagine visualizzate (ovvero il numero minimo o massimo di volte che il pixel è stato caricato).

Facebook retargeting: modalità avanzata

Oltre alla frequenza è possibile creare pubblici attraverso gli eventi, con parametri come somma, valori medi, massimi o minimi. Le possibilità sono infinite: ad esempio, per l’evento acquisto, potremmo creare un pubblico formato da chi ha effettuato ordini di un valore minimo di 100€.

Parametri eventi Facebook Retargeting

Inoltre è possibile anche scegliere quali dispositivi includere nel pubblico (cellulari, computer o tutti).

La modalità avanzata (Tempo trascorso nel sito web)

È inoltre possibile creare un pubblico in base al tempo trascorso dai visitatori sul sito web. Ciò è molto utile per trovare le persone più interessate alla nostra azienda, specialmente se il nostro sito riceve tanti visitatori.

È possibile creare un pubblico personalizzato in base al tempo delle visite scegliendo dal menu a tendina “Visite sul sito web” la nuova voce “In base al tempo trascorso sul tuo sito web”.

Facebook retargeting: tempo sul sito web

Da qui seleziona un percentile tra 5%,10%,25% (quantità di tempo relativa). Ad esempio il 25% si traduce nel top 25% tra tutti i visitatori nel periodo di tempo selezionato, che hanno trascorso più tempo sul sito web.

Percentili tempo

Inclusione ed Esclusione di pubblici personalizzati nelle Campagne

Un concetto chiave per il corretto utilizzo dei pubblici personalizzati è capire quando includere o escludere i vari pubblici creati all’interno di un target. Facciamo un esempio.

Stai acquistando un nuovo computer portatile. Visiti il sito web del rivenditore un paio di volte nel corso di 3 giorni, ma non ti convinci ad acquistare. Si tratta di una decisione importante e vuoi esserne certo.

Ad un certo punto sei “colpito” da uno o più annunci pubblicitari (di retargeting), e torni sul sito per completare l’acquisto.

Il tuo computer arriva a casa ma nel frattempo continui a vedere gli annunci pubblicitari del portatile acquistato. Sei targettizzato da sconti (che avresti voluto vedere prima), da annunci di tutti i tipi che ti spingono ad un’azione che hai già compiuto.

Quando la pazienza raggiungerà il limite, non potrai far altro che chiedere a Facebook di nascondere le inserzioni visualizzate, fornendo quello che viene chiamato un feedback negativo.

nascondi inserzione dalla sezione notizie

Perché questo è negativo per l’azienda?

L’obiettivo di Facebook è quello di mostrare i contenuti giusti alle persone giuste, che devono trovarli coinvolgenti ed interessanti.

Se Facebook riceve un singolo feedback negativo non è nulla di grave; ma se i feedback aumentano il sistema capisce che quella inserzione non offre più valore.

Cosa accade?

  • La frequenza delle visualizzazioni diminuisce
  • Il costo aumenta
  • Il punteggio di pertinenza diminuisce
  • I clienti non sono contenti

Come evitare tutto questo? Imparando il concetto delle esclusioni.

Escludere pubblici personalizzati da un target

Il trucco per far tutti felici (clienti e Facebook) è la segmentazione del pubblico e l’esclusione dalle campagne. Ad esempio:

Per una campagna di un e-Commerce che desidera aumentare le vendite sarebbe necessario escludere chi ha già acquistato, ad esempio escludendo tutte le persone che hanno visitato una pagina di acquisto completato (chiamata “thank you page”) o tutte le persone per cui il pixel ha tracciato l’evento “Purchase”.

Ci sono due metodi per escludere pubblici personalizzati.

La modalità base (consigliata)

Allo stesso modo in cui si creano i pubblici personalizzati, è possibile creare un pubblico da escludere.

Ad esempio, per un eCommerce, puoi creare un pubblico che comprende tutti gli utenti che hanno acquistato negli ultimi 30 giorni.

Pubblico Facebook: acquisti ultimi 30 giorni

Non appena crei una campagna e ti trovi alla scelta del target, ti basterà includere questo pubblico appena creato all’interno delle esclusioni, come mostrato nella seguente immagine.

Esclusione pubblico dal target

Modalità alternativa

Una modalità alternativa consiste nell’includere direttamente le esclusioni durante la creazione del pubblico, come visto in precedenza.

Ad esempio, per lo stesso ecommerce che vorrebbe fare una campagna di recupero carrello abbandonato potremmo creare un pubblico che includa tutti gli utenti che hanno aggiunto prodotti al carrello, escludendo chi ha già acquistato.

Creazione pubblico con inclusioni ed esclusioniIn questo modo l’esclusione è direttamente attiva all’interno del pubblico creato.

Combinare diversi pubblici nel Target

Se desideri un target molto più specifico, Facebook permette di combinare più segmenti di pubblico da includere o escludere (puoi includere o escludere più pubblici personalizzati).

Ad esempio, per un negozio di animali online, si potrebbe fare retargeting a tutti i visitatori del sito web o definire ulteriormente il target e far vedere gli annunci solo alle persone interessate ai cani. Inoltre, si potrebbe scendere ancora più nel dettaglio, ed escludere sia le persone che hanno già acquistato, sia le persone interessate ai gatti.

Questo è solo un esempio, ma ti dà un’idea del potenziale a disposizione. È possibile sbizzarrirsi al massimo con inclusioni ed esclusioni, in modo da esser sicuri che gli annunci siano più rilevanti possibili.

Capitolo 7 CREAZIONE DI UNA CAMPAGNA DI FACEBOOK RETARGETING

OK! È arrivato il momento di lavorare sulla prima campagna di Facebook Retargeting. Segui la guida passo-passo.

Pronti?

Si comincia!

Guida passo-passo

#1: Crea e installa un Pixel di Facebook

  • Usa le istruzioni spiegate al capitolo 4; crea un pixel e installalo nel tuo sito web.
  • Assicurati che il pixel funzioni e che le azioni (standard o personalizzate) che desideri tracciare siano monitorate correttamente.
  • Se desideri monitorare conversioni al di fuori di quelle standard, crea conversioni personalizzate.

#2: Crea uno o più pubblici personalizzati da includere o escludere

  • Usa le istruzioni spiegate nel capitolo 5 per Creare un pubblico personalizzato.
    • Dalla sezione pubblico crea un nuovo pubblico personalizzato per visite sul sito web.
    • Scegli se includere tutti i visitatori del sito web, visitatori di pagine specifiche, che non tornano da un certo numero di giorni, ecc.
    • Crea uno o più pubblici da includere/escludere.

#3: Controlla la disponibilità del pubblico

Quando un pubblico viene creato occorre attendere che esso sia disponibile, ovvero che sia abbastanza popolato da poter essere usato come target per le campagne pubblicitarie.

Su Facebook un pubblico deve essere composto da almeno 20 persone prima di poter essere disponibile. Se il tuo pubblico non è ancora abbastanza ampio Facebook lo segnalerà con un pallino rosso; dovrai attendere che il pallino diventa verde e che Facebook mostri la dicitura “Pronto”.

Disponibilità pubblico

Se dopo un’ora dall’installazione del pixel e dalla creazione del pubblico questo non dovesse essere ancora pronto assicuratevi di controllare la corretta installazione del pixel attraverso l’estensione di Google Chrome segnalata nel capitolo 4.

#4: Crea la campagna

Non appena il pubblico è pronto è possibile procedere alla creazione della campagna.

  • Dal Gestore Inserzioni clicca sul tasto “Crea inserzione” in alto a destra. tasto crea inserzione
  • Seleziona un obiettivo e dai un nome alla campagna.
  • Dopo l’obiettivo si passa alla configurazione di un gruppo di inserzioni (qui maggiori informazioni sulla struttura delle campagne) e del suo pubblico target. Qui, alla sezione “Pubblico personalizzato” puoi includere il pubblico personalizzato creato in precedenza. Scelta pubblici personalizzati
  • Cliccando sul tasto “Escludi” puoi escludere uno o più pubblici personalizzati dal target. Esclusione pubblico personalizzato
  • Seleziona gli altri parametri della campagna (Posizionamenti, budget, programmazione, ecc.).
  • Crea le inserzioni tenendo bene a mente il pubblico target scelto in precedenza.
  • Dai un nome alla campagna e lanciala!

# 5: E il gioco è fatto …

Come hai visto creare una campagna di retargeting su Facebook non è poi così difficile. Il procedimento è identico a tutte le altre tipologie di campagna, e il retargeting altro non è che un target personalizzato che creiamo attraverso il pixel e la funzione “pubblico” del gestore inserzioni.

Da non dimenticare: retargeting significa raggiungere persone che hanno già visitato il nostro sito web, dunque che già ci conoscono. Ricorda di personalizzare gli annunci di conseguenza, con un messaggio specifico.

 

Un passo indietro

Adesso che hai imparato a creare una campagna classica di retargeting su Facebook è necessario fare un passo indietro e ricordare quanto appreso nei capitoli 4 e 5.

Quando abbiamo introdotto il pixel abbiamo parlato di 3 sue funzioni principali. Il pixel ci consente di:

  • Conteggiare e tracciare le visite sul sito web.
  • Includere o escludere quelle persone nelle campagne pubblicitarie (retargeting)
  • Ottimizzare una campagna pubblicitaria per una specifica azione.

Abbiamo imparato i punti 1 e 2, non ci resta che vedere meglio il punto 3.

Come ottimizzare la pubblicità su Facebook per una specifica azione

Facebook permette di ottimizzare le sue inserzioni verso specifiche azioni; queste possono essere su Facebook stesso (ad esempio con campagne rivolte all’acquisizione di “mi piace”, o di click, o di risposte agli eventi, eccetera) o al di fuori di Facebook, su un’app o un sito web.

In quest’ultimo caso è possibile configurare il potente pixel per tracciare azioni, e far si che Facebook ottimizzi la pubblicazione delle inserzioni delle nostre campagne in modo da ottenere quanti più risultati.

Facciamo un esempio.

Riprendiamo il nostro classico e-commerce. Qui possiamo configurare il nostro pixel per tracciare diverse azioni:

  • La visualizzazione dei prodotti
  • L’aggiunta di prodotti al carrello
  • La ricerca
  • L’avvio di una procedura di checkout
  • L’aggiunta delle informazioni di pagamento
  • La registrazione di un account
  • Il completamento di una procedura di acquisto

In breve: è possibile ottimizzare ogni specifica campagna (più tecnicamente, ogni gruppo di inserzioni) verso ognuna di queste azioni. E non solo: come imparato nel capitolo 5 possiamo anche creare diverse conversioni personalizzate, per qualsiasi azione ci venga in mente, ed ottimizzare ogni gruppo di inserzioni verso ognuna di esse.

Facebook conosce infatti un po’ tutto di noi: sa i nostri interessi, le pubblicità che clicchiamo, i siti web che visitiamo, e le azioni che eseguiamo in ogni sito web. Sa ad esempio, chi di noi è più portato per lo shopping online, e chi invece preferisce solo sfogliare i prodotti per poi andare ad acquistare fisicamente in negozio. Grazie a tutte queste informazioni Facebook sa, per ogni azione, quali sono le persone migliori a cui far vedere la pubblicità, quelle che in passato hanno mostrato una maggiore propensione a completare quella specifica azione.

Come fare a sfruttare questo vantaggio ed ottimizzare una campagna verso una specifica azione? Basta usare l’obiettivo conversioni.

Ecco i passaggi:

  • Crea una nuova campagna.
  • Tra gli obiettivi proposti scegli Conversioni 
  • All’area “Conversione” scegli “Sito Web” e sfoglia le conversioni disponibili (quelle tracciate dal pixel sul tuo sito). tipologia conversione
  • Configura le restanti impostazioni della campagna. Non appena arrivi alla sezione “Budget e programmazione” assicurati che all’impostazione “Ottimizzazione per la pubblicazione dell’inserzione” la voce “Conversioni” sia selezionata. Questo consentirà a Facebook di mostrare le inserzioni alle persone più propense ad eseguire l’azione richiesta.

Ottimizzazione della pubblicazione delle inserzioni per conversioni

Misurare le Conversioni

Dopo aver creato una campagna è possibile monitorarne i risultati dal gestore inserzioni. Da qui è possibile controllare i principali parametri, come ad esempio in numero di conversioni che ha generato e il costo per ogni conversione.

Come abbiamo accennato nel capitolo 5, è possibile personalizzare i report pubblicitari, in modo da mostrare tutti i valori che ci interessano, per valutarli ed applicare le necessarie ottimizzazioni.

Come creare e Personalizzare Report Pubblicitari con Facebook Ads

Sul blog trovate una guida dettagliata alla creazione e personalizzazione dei report.

Creare report pubblicitari con Facebook

Instagram Retargeting

Facebook e Instagram appartengono alla stessa azienda, e fare pubblicità su Instagram è semplice quanto farla su Facebook: il procedimento è identico.

Qualsiasi campagna lanciata su Facebook può includere Instagram tra le sue impostazioni; anche, e soprattutto, quelle sul retargeting.

Il Retargeting di Facebook su Instagram

Tutto quel che occorre è assicurarti di selezionare Instagram tra i posizionamenti pubblicitari. Viene già selezionato in automatico attraverso l’impostazione Posizionamenti automatici.

Posizionamenti automatici Facebook

In alternativa è possibile utilizzarlo singolarmente, ovvero disattivare gli altri posizionamenti e mantenere Instagram l’unico attivo. Utile se desideri fare inserzioni specifiche per Instagram.

Scelta posizionamenti Facebook Ads

In questo modo i pubblici personalizzati creati per Facebook sono gli stessi disponibili anche per Instagram, con gli stessi parametri di target.

Consiglio: se non hai un account Instagram può comunque fare pubblicità utilizzando la stessa pagina Facebook. Se invece hai un account e vorresti che le campagne vengano associate ad esso basta collegarlo alla pagina Facebook (dall’area Impostazioni della pagina) o dal Business Manager.

Capitolo 8 STRATEGIE BASE DI FACEBOOK RETARGETING

La pubblicità con retargeting (o chiamata anche Facebook remarketing) ha molto spesso un CTR (tasso di clic) e coinvolgimento maggiore rispetto a qualsiasi altra pubblicità. Per questo motivo è molto efficace qualunque sia l’obiettivo.

Diamo uno sguardo ad alcune tra le più comuni strategie di Facebook retargeting.

#1: Tutti i visitatori del sito web – Ultimi 30 Giorni

Questo è il pubblico più comune per qualsiasi settore/azienda, perché molto efficace. Come da nome, permette di raggiungere chi ha visitato il sito web negli ultimi 30 giorni.

Perché usare questo pubblico:

Per aumentare il traffico del sito

Se qualcuno ha visitato il sito di recente, è molto probabile che sia interessato al tuo business ed ai suoi contenuti/prodotti/servizi, ecc. Puoi far vedere loro pubblicità su prodotti o servizi specifici, promuovere nuovi articoli e offerte, per far sì che tornino a visitarti.

Per aumentare i “mi piace” della tua Pagina

Se vuoi far in modo di aumentare i “mi piace” della tua pagina, prova a creare una campagna che ha come destinatari le persone che hanno visitato il tuo sito web, ma che non seguono ancora la pagina.

Saranno molto più propensi (=costo minore) a diventare fan, e a seguire e cliccare sui contenuti condivisi.

Popolare una lista email

Una delle strategie più efficaci è la combinazione del retargeting con altri canali digitali, ad esempio l’email marketing. Attraverso il retargeting puoi mostrare inserzioni che abbiano come obiettivo l’acquisizione di informazioni di contatto (attraverso le lead ads o attraverso una landing page che offra un contenuto in cambio dell’indirizzo email, ad esempio).

#2: Testa durate diverse

Facebook ti da la possibilità di aumentare o diminuire i giorni per ogni pubblico. Questa impostazione ti permette di sbizzarrirti con diverse strategie.

Ad esempio:

24h Flash Sale

Potresti voler fare una promozione speciale attiva solo per chi ha visitato il sito web negli ultimi 3 giorni (utenti “caldi”). Basterebbe creare un pubblico di visitatori impostando il numero degli ultimi giorni a 3.

Campagna “mi piace”

Una delle strategie più semplici ed efficaci è quella di creare pubblicità per aumentare i “mi piace” della pagina connessa al sito, che abbiano come target i visitatori nelle ultime 24h. In questo caso basterebbe creare un pubblico di visitatori impostando il numero degli ultimi giorni a 1.

#3: Retargeting su specifiche categorie di prodotti/servizi

Se la tua azienda vende diversi prodotti o servizi puoi segmentare le visite ricevute in modo da fare retargeting in modo specifico.

Facciamo un esempio con un e-commerce di moda:

Retargeting per Sesso

A seconda delle aree visitate sul sito potremmo creare pubblici maschili e femminili, ai quali far vedere pubblicità specifica.

Contenuto per una particolare categoria di prodotti

Abbiamo creato un contenuto (una guida o un articolo del blog) sugli stivali. Non c’è pubblico migliore di chi ha già visitato nel sito la categoria degli stivali.

Retargeting per uno specifico prodotto

Un’altra comune strategia è quella di preparare inserzioni specifiche per i principali prodotti dello shop (i più venduti) e creare pubblici specifici che hanno visitato le pagine dei prodotti sul sito.

La pubblicità potrebbe comunicare informazioni nuove (vantaggi, caratteristiche), o essere associata ad un’offerta per spingere l’acquisto.

#4: Upselling e Cross-selling

Hai già imparato le basi del retargeting, ma se vuoi battere la concorrenza devi spingerti oltre.

Gli imprenditori migliori sanno ad esempio che ogni vendita generata rappresenta un’opportunità per nuovi acquisti, specie se relazionati al prodotto/servizio di interesse.

Sono gli acquisti chiamati up-sell o cross-sell.

Ecco un esempio (cross-selling):

Poniamo il caso di un negozio online che vende utensili da cucina. Un cliente ha appena comprato un cavatappi.

Dallo storico degli acquisti sai che solitamente quella tipologia di utente è interessato ad altri prodotti tipo un decanter, o un set di calici da vino. Cosa puoi fare? Creare pubblicità per quei prodotti e farla vedere a chi acquista i cavatappi!

Altro esempio (up-selling):

Ti occupi di consulenza online. Hai diversi pacchetti di consulenza: consulenza singola, consulenza giornaliera, affiancamento mensile.

Hai notato che spesso i tuoi clienti che comprano singole consulenze hanno bisogno di essere seguiti mensilmente o giornalmente. Cosa fare?

Potresti creare un pubblico formato da tutte le persone che visitano la pagina delle consulenze, escludendo chi ha già acquistato, e proporre loro uno dei due pacchetti superiori, magari con uno sconto.

#5: Lead Generation

Se sei interessato alla generazione di contatti potenziali e a strategie come l’inbound marketing, il retargeting può giocare un ruolo fondamentale.

Facciamo l’esempio di una startup che opera nel mondo dei servizi B2B; una delle strategie di lead generation potrebbe essere la promozione di un contenuto gratuito in cambio dei dati di contatto.

Ad esempio, in uno degli articoli che parlano al nostro target potremmo includere un link ad un file PDF da scaricare (esattamente come fa questa guida) in cambio di dati di contatto.

Non appena l’utente ha scaricato il file ed è diventato un nostro potenziale cliente, dovremmo mostrargli una pubblicità specifica su Facebook (escludendolo invece dalla pubblicità per quell’articolo o simili). Tutto questo va fatto con la creazione di pubblici personalizzati, e con l’inclusione/esclusione degli stessi in ogni campagna di retargeting.

Capitolo 9 STRATEGIE AVANZATE DI FACEBOOK RETARGETING

Se stai cercando di sfruttare il retargeting al massimo, prova a dare un’occhiata alle strategie qui di seguito. Sono un po’ più avanzate, quindi se stai iniziando ad avventurarti in questo mondo adesso, è meglio provare prima quelle affrontate nel capitolo precedente.

#1: Pubblico Simile su Eventi del sito web

Un altro modo di usare gli eventi tracciati dal pixel sul sito web (oltre al tracciamento dei risultati e all’ottimizzazione delle campagne) è la creazione di un pubblico simile da questi.

Il pubblico simile è una delle funzionalità più potenti del Facebook Marketing e, quando viene combinata con i pubblici personalizzati riesce a garantire la migliore audience “fredda” per ottenere il massimo dei risultati. In breve, si tratta di usare Facebook per trovare persone simili (secondo interessi ed aspetti demografici) ad un pubblico di partenza.

Ad esempio, per un e-Commerce che traccia gli acquisti attraverso il pixel, sarà utile creare un pubblico personalizzato che includa tutte le persone che hanno acquistato sul sito (evento “Purchase”) negli ultimi 180 giorni. Questo pubblico verrà poi usato come base per la creazione di un pubblico simile.

La stessa strategia può essere usata per ogni conversione (standard o personalizzata) tracciata sul sito web.

#2: Finestra opportunità

Una strategia creativa e avanzata è l’identificazione di un tempo chiamato “finestra di opportunità”, nel quale raccogliere le persone potenzialmente interessate ai nostri prodotti o servizi.

Facciamo un esempio per spiegare meglio il concetto: ipotizziamo la promozione di un parrucchiere. Se oggi delle persone arrivano sul nostro sito web (dai motori di ricerca o dalla pubblicità) e sfogliano le sue pagine probabilmente sono interessate al nostro negozio e potrebbero diventare clienti.

Se nel giro di 7-10 giorni non sono venute in negozio/non ci hanno contattati online, probabilmente avranno scelto di tagliare i capelli da uno dei nostri concorrenti, e dovremmo da quel momento escluderli dalle promozioni.

Dopo 30-45 giorni quelle stesse persone avranno probabilmente bisogno ancora del parrucchiere, e saranno nuovamente nostri clienti potenziali. Dovremmo allora raggiungerli con una nuova inserzione!

Questo periodo, tra i 30 e i 45 giorni dopo l’ultima visita, è la nostra “finestra di opportunità”; potremo creare un pubblico di persone che non sono tornate sul sito negli ultimi 30 giorni (metodo semplice), o creare 2 pubblici così composti:

  • A: Un pubblico di persone che hanno visitato il sito web negli ultimi 30 giorni
  • B: Un pubblico che ha visitato il sito negli ultimi 45 giorni

E avere come target il pubblico B, escludendo il pubblico A, così da trovare la nostra finestra.

#3: Combinare il Retargeting con altri Target

Se il tuo sito riceve molte visite e sai bene chi è il tuo cliente tipo, puoi scremare il pubblico di retargeting utilizzando la targetizzazione dettagliata. Questa funzione permette di affinare il target includendo o escludendo vari parametri (come aspetti demografici, interessi, connessioni, comportamenti, e altro) con condizioni AND.

Ad esempio, da un pubblico di visitatori del sito web potremmo estrarre solo quelli che hanno alcuni specifici interessi e/o escludere altri utenti che hanno specifici interessi o comportamenti. O ancora, includere o escludere persone che vivono in certi paesi, regioni o città, o che hanno particolari aspetti demografici.

Questa strategia permette di ridefinire al massimo il pubblico finale di ogni gruppo di inserzioni, e combinata con il retargeting porta ai massimi risultati con il minimo costo.

#4: Content Amplification e Inbound

Partendo dalla strategia n.5 del capitolo 7, torniamo all’esempio di una startup che opera nel mondo dei servizi B2B; per casi come questo il contenuto gioca un ruolo chiave. Dovremmo avere contenuti per ogni buyer persona (cliente target) e per ogni fase del processo decisionale, e offerte collegate.

Potremmo avere diversi articoli e diverse offerte (lead magnet) connesse fra loro in un percorso di lead nurturing, e guidare il potenziale cliente nel percorso proprio attraverso il retargeting.

Dunque, per l’utente che ha letto il contenuto A ma non ha scaricato l’offerta A1, facciamo vedere la pubblicità per l’offerta A1, fin quando la scarica. Poi passiamo alla promozione del contenuto B, con l’offerta B1 ad esso collegata, e così via. Fin quando sarà lui stesso a contattarci e chiederci di diventare nostro cliente (inbound marketing).

In altre parole il retargeting può aiutarci a portare le persone dalla fase di consapevolezza (awareness) alla fase di decisione, controllando il processo!

Capitolo 10 REMARKETING DINAMICO SU FACEBOOK

(Questo argomento tratta una funzionalità/strategia avanzata e potrebbe essere considerato un prolungamento del capitolo precedente, ma per la sua complessità merita un capitolo a sé stante)

Quando il potere del Facebook Retargeting incontra gli e-commerce nasce il Remarketing Dinamico (o Retargeting Dinamico), una delle espressioni più potenti del digital marketing!

Il retargeting o remarketing dinamico mostra contenuti dinamici in base alle azioni eseguite dall’utente su un sito web. Questi contenuti sono chiamati inserzioni dinamiche, e il loro funzionamento è automatico.

Lo spiego velocemente: hai mai visitato siti come Amazon o eBay, e tornando su Facebook hai visto la pubblicità degli specifici prodotti che avevi sfogliato o aggiunto al carrello? Quello è il remarketing dinamico, ovvero la promozione automatica di uno o più prodotti a seconda di specifiche azioni eseguite dagli utenti sul sito web.

Facciamo un esempio con Amazon:

Se sfogli prodotti su amazon e ne aggiungi alcuni al carrello, ad esempio un paio di scarpe, senza completare l’acquisto, tornando su Facebook potresti vedere un’inserzione come questa:

Inserzione dinamica Amazon su Facebook

Amazon non crea questa specifica inserzione manualmente, crea solo un template, al resto ci pensa Facebook. Come? Attraverso un catalogo prodotti e un template per le inserzioni dinamiche.

Il Catalogo Prodotti per E-Commerce e Siti di Viaggio

Molti eCommerce hanno al loro interno centinaia e migliaia di prodotti e creare singolarmente inserzioni relative ad ogni prodotto sarebbe pressoché impossibile. Inoltre molti prodotti sono aggiornati quasi giornalmente, ad esempio perché esauriscono o vengono rimessi in vendita o perché il loro prezzo cambia. Per queste ragioni Facebook consente di caricare un catalogo prodotti che può essere aggiornato automaticamente, e che permette la creazione di inserzioni dinamiche.

Il Catalogo Prodotti

Questo feed prodotti (chiamato anche catalogo prodotti) è un file XML che elenca tutti i prodotti e le loro caratteristiche, come prezzo, descrizione, immagine, categoria, disponibilità, eccetera.

Come crearlo

Per creare il catalogo sul sito web occorre utilizzare un plugin o rivolgersi ad uno sviluppatore (su queste guide per Woocommerce e Shopify ho segnalato due plugin/app che creano automaticamente un catalogo prodotti per Facebook).

Per creare il catalogo prodotti su Facebook basta invece usare il gestore inserzioni, o il business manager.

Dal gestore inserzioni apri il menu e clicca su cataloghi prodotti (link diretto):

Cataloghi prodotti gestore inserzioni

In alternativa, dal business manager visita la sezione di impostazioni del business manager, seleziona Cataloghi prodotti, quindi clicca su Aggiungi un nuovo catalogo prodotti.

Cataloghi prodotti Power Editor

Al momento sono disponibili tre tipologie di cataloghi prodotti:

Creazione catalogo prodotti

La tipologia Prodotti è adatta a qualsiasi ecommerce, Hotel e Voli sono adatti a portali di viaggi.

Durante la creazione del catalogo Facebook ti chiederà sia di sceglierne il proprietario (il tuo account personale, o un’altra azienda/business manager) ovvero l’account a cui verrà associato per le inserzioni, sia di associare il giusto pixel, sorgente delle azioni tracciate sul sito web.

Aggiunta di un elenco prodotti

Non appena il catalogo è creato occorre aggiungere uno o più elenchi prodotti.

Aggiunta elenco prodotti

Seguendo la procedura guidata è semplice creare il feed e caricare i prodotti. Nelle impostazioni del tipo di caricamento potrai scegliere di caricare l’elenco in modo ricorrente e programmato (ad esempio giornaliero) così da non dover aggiornare il catalogo manualmente.

È possibile aggiungere uno o più elenchi prodotti ad ogni catalogo.

Creazione Insiemi prodotti

Subito dopo è necessario creare uno o più insiemi di prodotti. Gli insiemi sono utili a dividere i prodotti in categorie, così da poterli distinguere durante le promozioni.

Ad esempio, per un ecommerce di abbigliamento, potremmo creare un insieme di prodotti chiamato borse, che include solo le borse, ed uno chiamato scarpe, che include solo le scarpe.

È possibile creare più insiemi di prodotti per ogni catalogo, utilizzando le informazioni contenute all’interno dell’elenco dei prodotti.

Creazione insieme prodotti

Diagnostica

Dal menu in alto, alla sezione Diagnostica, è possibile controllare la presenza di eventuali errori nel caricamento. Alla sezione Azioni relative ai prodotti è inoltre possibile controllare quali azioni (e in che percentuale) sono tracciate dal pixel in associazione al catalogo.

Diagnostica catalogo prodotti

Come creare Inserzioni Dinamiche con Facebook Ads

Per creare una campagna di remarketing dinamico occorre utilizzare l’obiettivo Vendita di prodotti nel catalogo.

Obiettivo Facebook Ads: vendita dei prodotti del catalogo

Facebook chiederà di selezionare l’insieme di prodotti da promuovere, e di scegliere il pubblico configurando le azioni che devono far visualizzare le inserzioni. Eccole nel dettaglio:

  • Visualizzato o aggiunto al carrello ma non acquistato: per promuovere i prodotti del catalogo alle persone che li hanno visualizzati o aggiunti al carrello in uno specifico periodo di tempo (di default gli ultimi 14 giorni) ma non li hanno acquistati.
  • Aggiunto al carrello ma non acquistato: per promuovere i prodotti del catalogo alle persone che li hanno li aggiunti al proprio carrello in uno specifico periodo di tempo (di default negli ultimi 28 giorni) ma non li hanno acquistati.
  • Prodotti di up-selling o cross-selling: per promuovere una categoria di prodotti (la stessa categoria o un’altra) alle persone che hanno visualizzato un insieme (o categoria) di prodotti negli ultimi X giorni (di default 14).
  • Combinazione personalizzata: per promuovere i prodotti del catalogo a un pubblico personalizzato in base al modo in cui le persone interagiscono con i prodotti (in base a visualizzazioni, aggiunte al carrello o acquisti).

target retargeting dinamico

Attraverso l’opzione “Mostra opzioni avanzate” è possibile inoltre definire il target secondo i classici parametri demografici o di interessi.  Ricorda però che meno sono le persone nel target peggiore sarà la performance del catalogo.

Non appena arrivi alla creazione delle inserzioni troverai qui il classico template pre-compilato con le informazioni dell’insieme di prodotti creato/selezionato. Potrai scegliere alcune informazioni dinamiche da mostrare (oltre all’immagine che viene selezionata già automaticamente), come ad esempio il titolo, il prezzo, o la descrizione.

Creazione inserzioni remarketing dinamico

I campi dinamici che è possibile utilizzare sono:

  • Nome
  • Marchio
  • Descrizione
  • Descrizione breve
  • Prezzo
  • Prezzo attuale
  • Etichette personalizzate

Questi campi vengono aggiornati automaticamente a seconda delle informazioni del catalogo, e possono essere utilizzati in ogni spazio disponibile (nel testo, nel titolo o nella descrizione).

Scelta campi dinamici remarketing

Il Remarketing Dinamico su Instagram

Le inserzioni dinamiche sono anche disponibili su Instagram, allo stesso modo delle altre campagne. Tutto quel che occorre è assicurarti di selezionare Instagram tra i posizionamenti pubblicitari del gruppo di inserzioni.

Modifica posizionamenti

Capitolo 11BONUS: I migliori plugin di Wordpress per il Facebook Retargeting

Una delle altre tecnologie comuni sul web insieme a Facebook è oggi WordPress, la piattaforma di CMS più utilizzata online. La maggioranza dei siti web online è costruita con WordPress, grazie alla sua versatilità d’uso, la sua immensa repository di plugin disponibili, la sua semplicità e la sicurezza.

Il mix tra le due piattaforme è oggi possibile grazie a decine di plugin che in pochi passaggi permettono di installare il pixel di Facebook all’interno di qualsiasi sito che utilizzi WordPress. Ecco i 2 migliori in assoluto.

Pixel Caffeine – Plugin gratuito by AdEspresso

Pixel Caffeine

Pixel Caffeine è un plugin sviluppato da AdEspresso, una famosa piattaforma di gestione Facebook Ads. È un plugin interamente gratuito e ben fatto, semplice da utilizzare e con moltissime funzioni che lo rendono in assoluto il miglior plugin attualmente disponibile per integrare il Pixel di Facebook con WordPress.

Come usare Pixel Caffeine

Dopo averlo installato e attivato su WordPress apri la voce “Pixel Caffeine” nella dashboard di WordPress e dalla scheda delle impostazioni generali inserisci manualmente l’ID del pixel del tuo account pubblicitario o connetti il plugin con Facebook e seleziona l’account da utilizzare.

Il Pixel installerà così il pixel su tutte le pagine del sito tracciando l’azione base: pageview e parametri avanzati come la sorgente della visita, le pagine visualizzate, il stato del login ed altro. Questi parametri sono importanti per poter creare pubblici personalizzati specifici a seconda delle azioni o della tipologia delle visite. Per farlo basta utilizzare la scheda dei pubblici personalizzati e crearne uno o più a seconda delle varie regole disponibili.

È possibile anche creare specifiche conversioni/eventi da attivare su specifiche pagine (ad esempio una pagina di ringraziamento dopo l’invio di un modulo di contatto, o di acquisto) utilizzando filtri base o avanzati per includere o escludere attributi come:

  • tipologia di dispositivo utilizzato
  • lingua del browser
  • sorgente del traffico
  • tag o categorie di un articolo del blog
  • post o pagine specifiche
  • visualizzazioni di specifici prodotti (per eCommerce)
  • aggiunte al carrello o acquisti (per eCommerce)

Pixel Caffeine si integra anche con WooCommerce, il famoso plugin di eCommerce; traccia così in automatico le azioni necessarie ad ottimizzare campagne legate agli acquisti come le visualizzazioni di prodotto, le aggiunte di prodotti al carrello, l’inizio di procedure di checkout e gli acquisti.

Difetti di Pixel Caffeine

L’unico difetto che mi pare di vedere è la mancanza di una funzione che generi un catalogo prodotti per l’avvio di campagne di remarketing dinamico.

PixelYourSite – plugin gratuito con funzionalità a pagamento

PixelYourSite

PixelYourSite ha creato due plugin per WordPress: Facebook Pixel e Product Catalog Feed Pro.

Come usare PixelYourSite

Il primo (Facebook Pixel by PixelYourSite) è un plugin gratuito che in pochi passi traccia le principali azioni su qualsiasi sito web con WordPress. Dopo averlo installato occorre visitare la specifica sezione su WordPress ed inserire manualmente l’ID del proprio Pixel, così da configurare le varie azioni che si desidera tracciare.

È così possibile tracciare eventi standard e personalizzati come visualizzazioni di pagina, tempo trascorso sul sito, numero di pagine viste, o eventi come lead, registrazioni, visualizzazioni di prodotti o contenuti, aggiunte al carrello, acquisti.

Il plugin è gratuito per le funzioni di base; offre poi una versione Pro a pagamento che attiva funzioni avanzate.

A pagamento è anche il secondo plugin ideato, Product Catalog Feed Pro, che permette di creare uno o più cataloghi prodotti per Facebook (e anche per Google merchant). Entrambi i plugin si integrano perfettamente con WooCommerce e con Easy Digital Downloads e permettono di creare campagne di remarketing dinamico in pochi passi.

Difetti di PixelYourSite

Il difetto rispetto a Pixel Caffeine è che questi plugin sono a pagamento. Sebbene il primo offra delle funzioni gratuite nella sua versione base, scoprirete che per sfruttare al meglio le funzioni del Pixel sarà necessario utilizzare la versione Pro.

I plugin di PixelYourSite non sono difficili da usare ma sono pensati per un utente esperto, al contrario di Pixel Caffeine. Inoltre, non consentono di creare pubblici personalizzati direttamente da WordPress.

Chapter 12 Abbiamo finito, e adesso?

Wow, quante informazioni! Resta adesso una sola cosa da fare. È arrivato il momento di iniziare ad usare correttamente il Facebook Retargeting.

Hai imparato abbastanza su questo argomento da stare davanti alla concorrenza. La maggior parte degli inserzionisti su Facebook non capisce o non riesce a sfruttare il potere del retargeting, il che significa che il tuo arsenale del marketing è adesso più potente ed efficace rispetto alla maggior parte delle aziende che fanno pubblicità su Facebook.

Il retargeting è in breve il miglior target disponibile su Facebook. Prendi quello che hai imparato qui e inseriscilo nella strategia di marketing. Prima lo farai, prima vedrai una spinta ai risultati che stavi cercando.

Fabrizio Trentacosti Scritto da:

Consulente Digital Marketing, Imprenditore e Formatore. Autore e fondatore di TrucchiFacebook, il primo blog Italiano (non ufficiale) su Facebook. Vuoi il mio aiuto? Prenota una Consulenza Facebook e Digital Marketing.